Triduo di San Giuseppe
Riflessione del primo giorno – 16 marzo 2006
Come abbiamo ascoltato dal Vangelo, Giuseppe era un uomo giusto. Nella società ebraica del tempo, "giusto" era colui che rispettava la Legge di Mosè. Dobbiamo quindi supporre che Giuseppe fosse un uomo osservante della Legge, e per questo si distingueva dagli altri.
Oggi è difficile trovare uomini che rispettino la legge di Dio, o meglio la legge di Gesù: la legge dell’amore. Eppure, la distanza tra il tempo di Giuseppe e il nostro non è così marcata. Anche Giuseppe amava Maria, e proprio perché era giusto decise di non ripudiarla. La amava, ma al tempo stesso era turbato. È allora che, in sogno, un angelo lo consola, rivelandogli la verità.
Questo episodio ci ricorda il Giuseppe, figlio di Giacobbe, del libro della Genesi, che faceva sogni e li interpretava: amando, rivelava la verità nascosta nei sogni, come nel caso del sogno del Faraone.
Anche per Giuseppe, sposo di Maria, il sogno è luogo di dialogo con Dio: l’angelo lo invita a fuggire in Egitto, e poi lo guida a ritornare in Israele.
Giuseppe, l’uomo giusto, è anche timorato di Dio. Questa espressione può intimorire: timor di Dio. Ma è uno dei doni dello Spirito Santo, ed è forse la chiave di volta della salvezza. Essere timorati di Dio, come lo era Giuseppe, significa mantenere un rapporto di rispetto profondo e fiducia verso Dio Padre. Questo atteggiamento ci aiuta a evitare il peccato non per paura, ma per amore e rispetto verso Dio.
Il timore di Dio è un dono, e come ogni dono va coltivato: è come un seme. Se lo abbandoniamo, perdiamo il senso del sacro. In Giuseppe, invece, il senso del sacro era costantemente presente.
Nella natività, Giuseppe non è al centro della scena. È in disparte, silenzioso, in adorazione e contemplazione della piena manifestazione di Dio nel mondo. Egli si assume le responsabilità umane di un padre, pur non essendo padre naturale: Gesù riceverà da lui tutte le cure e l’affetto che un padre dona al proprio figlio. Giuseppe trova la forza per compiere questo compito grazie al suo grande timore di Dio.
Amando Maria, Giuseppe permette a Dio di realizzare il suo progetto. È giusto e timorato, ma non lo sarebbe stato senza l’amore. L’amore ci porta a fare scelte coraggiose, ci cambia nel profondo e trasforma il mondo intorno a noi. Anche Giuseppe è cambiato, e attraverso di lui il mondo ha ricevuto un Salvatore. Senza l’amore, nulla sarebbe stato possibile.
Questa sera abbiamo messo a fuoco tre punti fondamentali:
- La giustizia ci conduce al timore di Dio.
- L’amore salva noi stessi e chi ci sta accanto.
- La giustizia, unita al timore di Dio e all’amore, ci guida alla Verità, che è una sola: Gesù Cristo - «Io sono la Via, la Verità e la Vita» (Gv 14,6).